psicologia

 L'INFLUENZA SOCIALE, LA "BANALITA' DEL MALE" E IL COMPORTAMENTO MALVAGIO

CONFORMISMO E CONSENSO SOCIALE NELLA TEORIA DI ASCH


La psicologia sociale si è occupata dell'influenza sociale, ossia l'influenza che una maggioranza esercita nei confronti di un individuo. Numerosi studi e ricerche hanno analizzato il fenomeno del conformismo e della sottomissione all'autorità.
Lo psicologo Solomon Asch fece degli esperimenti sul conformismo, ossia sulla tendenza dell'essere umano a uniformarsi alle opinioni comuni. Il suo scopo era quello di studiare quanto l'influenza sociale incidesse sul conformismo e se il conformismo e il consenso sociale fossero influenzati da fattori razionali.

ESPERIMENTO sul CONFORMISMO:

 

 in un gruppo di 8 studenti, 7 erano complici di Asch. Egli ha sottoposto un quesito al quale la maggioranza ha fornito una risposta errata. L'ultimo studente, ossia il soggetto sperimentale, si trovava così in una situazione scomoda: andare contro la maggioranza e fornire la risposta esatta oppure adeguarsi alla maggioranza.
Dall'esperimento è emerso che per un senso di disagio e di ansia, le persone soggette all'esperimento si sono adeguate alle risposte della maggioranza seppur errate. Asch sostiene che il soggetto del suo esperimento si trovava in un conflitto acuto fra l'evidenza percettiva e il consenso della maggioranza. Egli ha individuato dei fattori che incidono sul grado di conformità al gruppo:
- la dimensione del gruppo;
- l'interazione futura;
- l'ambiguità dello stimolo;
- l'attrazione verso il gruppo
Il conformismo delle opinioni è determinato dall'informazione e dalle norme e vi sono dei fattori che lo incentivano come il rinforzo, lo status sociale e la rottura dell'unanimità. In uno status medio si ha un'alta tendenza al conformismo; in uno status basso si sentono di avere maggiore libertà di scelta; in uno status alto si è consapevoli di poter avere opinioni divergenti o controcorrente rispetto alla maggioranza. Inoltre il conformismo è strettamente legato all'autostima e all'autoefficacia in quanto si ha tendenza ai bisogni psicologici di approvazione e sicurezza.
 

LA BANALITÀ DEL MALE NELLA TEORIA DI MILGRAM


Nel 1961-62 si svolse il processo ad Adolf Eichmann, accusato di crimini contro il popolo ebraico, contro  l'umanità e crimini di guerra sotto il regime nazista. La filosofa Hanna Arendt scrive un testo intitolato "La banalità del male" avendo seguito il dibattito di Eichmann.
Milgram avvia nello stesso anno degli esperimenti sull'obbedienza all'autorità convinto che essi possano aiutare a comprendere i meccanismi psicologici dei comportamenti dei criminali nazisti. Egli sostiene che una persona commette azioni crudeli spinta dall'influenza del contesto sociale.
ESPERIMENTO sull'OBBEDIENZA: all'Università di Yale Milgram recluta dei volontari che vengono mescolati a dei collaboratori di Milgram. I volontari rivestiranno il ruolo di insegnante e i collaboratori quello di allievi. Gli allievi devono imparare a memoria delle determinate cose e quando sbagliano vengono colpiti da una scossa elettrica da parte dell'insegnante. Milgram vuole capire fino a quando i soggetti portano avanti l'esperimento e circa il 65% lo porta avanti.
Milgram afferma che ci siano dei fattori dell'obbedienza all'autorità:
- la buona educazione;
- l'impegno a mantenere la promessa di collaborazione con lo sperimentatore;
- la vergogna di tirarsi indietro.
Il soggetto mette in atto dei meccanismi di adattamento, come il concentrarsi sugli spetti tecnici dell'attività distogliendo l'attenzione dalle conseguenze finali dell'azione. Inoltre il soggetto tende a delegare all'autorità la responsabilità delle loro azioni. Si tende inoltre a dimostrare le perplessità o il dissenso solo attraverso la voce e non si riesce a tradurre in azioni.

L'INFLUENZA DEL CONTESTO SUL COMPORTAMENTO MALVAGIO NELLA TEORIA DI ZIMBARDO



Philip Zimbardo fece degli esperimenti sulla prigione simulata e afferma che è la situazione a influenzare il comportamento dei soggetti.

ESPERIMENTO sulla FINTA PRIGIONE "the experiment"


 nell'Università di Stanford ricostruisce un'ambiente carcerario e recluta 24 maschi che per 15 dollari al giorni dovranno interpretare il ruolo di guardie o carcerati. Vengono distribuiti gli appositi oggetti e vestiti e vigono delle regole. Già al secondo giorno i prigionieri si ribellano e le guardie li puniscono. Al quinto giorno l'esperimento viene sospeso perché gli effetti sui prigionieri sono pesanti.
Zimbardo afferma che avviene un processo secondo il quale l'individuo si spoglia della su identità e segue delle norme situazionali e, in questo caso, dando sfogo a impulsi lipidici e aggressivi. I comportamenti legati a questi impulsi sono favoriti dal processo della deumanizzazione, secondo il quale si considerano alcun individui non appartenenti alla sfera umana.
Altri studiosi affermano che si tratti invece dell'acquisizione di una nuova identità sociale dove agisce il conformismo al gruppo.

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